Aumento di peso durante il ciclo: cause, sintomi e quando è necessario una visita ginecologica
Nei giorni del flusso mestruale, sono diversi i cambiamenti fisici che interessano il corpo della donna.
Uno su tutti è l’aumento di peso, che può rappresentare un motivo di preoccupazione.
Nelle prossime righe, vediamo assieme quali cause lo provocano, quando la situazione rientra nella fisiologia e quando, invece, è opportuno prenotare una visita ginecologica per approfondire aspetti come l’assetto ormonale.
Perché si aumenta di peso durante il ciclo?
Le cause dell’aumento di peso durante il flusso mestruale sono da ricondurre ai cambiamenti ormonali che avvengono prima dell’inizio del suddetto periodo.
Tutto parte nel corso della fase luteale, ossia la seconda metà del ciclo ovarico, che si presenta dopo l’ovulazione e prima del flusso.
In questo periodo, il corpo della donna è interessato da un aumento rilevante dei livelli di progesterone.
Questo ormone è fondamentale all’inizio di un’eventuale gravidanza, in quanto contribuisce a mantenere la blastocisti, lo stadio dell’embrione dopo 5-6 giorni dalla fecondazione, adesa all’endometrio, facendo anche in modo che le energie dell’organismo si concentrino in maniera specifica sullo sviluppo dell’embrione.
Il progesterone ha diversi effetti sul fisico e, tra questi, rientra la ritenzione idrica.
Non si tratta quindi di un incremento ponderale effettivo legato al grasso corporeo: tutto è da attribuire ai liquidi, il cui eccesso comincia già a scemare con l’inizio del flusso mestruale.
Quanti kg si può pesare in più?
Durante i giorni del flusso mestruale, si può notare un aumento di peso sulla bilancia compreso fra 1 e 3 kg.
Quando il peso torna normale?
L’aumento di peso durante il ciclo, di base, non è un’evenienza che non deve preoccupare: nei primi giorni del flusso, la situazione torna come prima.
Come gestire l’aumento di peso durante il ciclo?
L’espediente principale per rendere meno fastidiosa la ritenzione idrica durante il ciclo è l’idratazione.
Nei contenuti divulgativi che la riguardano, si parla spesso di 2 litri al giorno.
Si tratta di un’indicazione di massima: necessario è tenere conto di indicazioni come il peso – una formula molto utilizzata prevede il fatto di considerare 30 ml d’acqua per ogni kg di peso corporeo – e l’attività fisica.
Una donna che conduce una vita sedentaria non avrà, per ovvi motivi, il medesimo fabbisogno idrico di una che, invece, è abituata a fare sport.
Molto importante è anche ridurre al minimo il sale, mantenendosi entro i 5 grammi raccomandati dall’OMS. Ciò vuol dire porre attenzione non solo al sale che effettivamente si aggiunge alla pasta e alle verdure fresche.
Non si prende spesso in considerazione l’impatto del sale nascosto, che possiamo trovare in alimenti di uso comune, dalla salsa di pomodoro fino ai cracker e alle merendine confezionate.
Più si mangia puntando ad alimenti naturali e non processati, meglio è nei giorni del flusso mestruale.
In questo periodo, è opportuno evitare anche l’alcol, la cui assunzione, impattando sull’equilibrio tra sodio e potassio, favorisce la ritenzione idrica e la peggiora quando presente.
Di massima rilevanza è anche l’attività fisica: durante i giorni del flusso mestruale può essere tutto tranne che semplice muoversi, motivo per cui è bene non forzare il corpo (attenzione: se il motivo per cui ci si astiene dall’attività fisica non è una semplice stanchezza ma un dolore invalidante, è opportuno rivolgersi tempestivamente al proprio ginecologo di fiducia).
Ottimi sono esercizi cardio blandi, dalla camminata veloce, al nuoto, per non parlare dello yoga e del Pilates, che hanno il grande vantaggio di impattare positivamente anche sul relax mentale.
Come riconoscere il gonfiore ormonale?
Assieme con il lieve aumento ponderale, nel periodo del flusso mestruale è possibile notare pure un incremento del gonfiore addominale.
Distinguerlo da quello provocato da problemi digestivi, aspetto fondamentale per leggere al meglio la propria condizione di salute, è molto semplice: il gonfiore legato ai cambiamenti ormonali tipici del ciclo è accompagnato da tensione alla pancia.
Si ha a che fare con un senso di pienezza fastidioso anche a digiuno e con un quadro di stitichezza; ancora una volta è da chiamare in causa l’effetto del progesterone, che rallenta diversi meccanismi fisiologici del corpo, tra cui la peristalsi intestinale.
Quando preoccuparsi?
Qualora l’incremento ponderale non dovesse risolversi entro qualche giorno dalla fine del flusso ed essere accompagnato da dolore difficile da sopportare, è bene consultare il proprio ginecologo di fiducia.
I sintomi appena menzionati possono essere legati a un quadro di endometriosi.
Dopo la visita ginecologica, nel corso della quale lo specialista, una volta raccolti i dati anamnestici, effettua l’esame obiettivo, può arrivare la prescrizione di esami mirati.
Tra questi rientra il dosaggio della proteina CA-125, sintetizzata dalle cellule dell’endometrio, fondamentale per avere una diagnosi differenziale chiara fra endometriosi e carcinoma ovarico.
Oltre agli esami ematici, lo specialista può prescrivere anche accertamenti come la risonanza magnetica pelvica.

