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Emporio della Salute

VACCINI ANTI-COVID

COS’È, COME FUNZIONA, COSA CONTIENE E PERCHÉ È SICURO

I vaccini anti-Covid-19 sono di due tipi diversi. Moderna e Pfizer hanno optato per un vaccino ad mRNA mentre la Janseen ha deciso di utilizzare una tecnologia a DNA a mono filamento.

I vaccini sono stati autorizzati dall’ EMEA (European Medicines Agency – Agenzia Europea per i Medicinali) e dall’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e sono state svolte tutte le regolari e consuete procedure di verifica sull’efficacia e la sicurezza.

Vaccini anti-covid a mRNA

Il primo vaccino che è arrivato in italia è stato il COVID-19 mRNA BNT162b2 della Pfizer, mentre il 7 gennaio 2021 è stato autorizzato il vaccino mRNA-1273 di Moderna.

Anche Astrazeneca entro fine Gennaio 2021 dovrebbe ottenere l’autorizzazione da parte dell’EMA e dall’AIFA.

Questi vaccini sono vaccini a mRna che una volta inoculati prevedono la produzione da parte dei Ribosomi dell’ospite della molecola Spike.

Le molecole Spike sono le “famose” punte della corona del Covid-19 in grado di legarsi ai recettori per l’angiotensina (Ace-2) che sono espressi sulla parete cellulare delle cellule. Le proteine spike iniziano il processo di infezione legandosi al recettori di membrana Ace-2 e consentendo al virus di fondersi con la membrana cellulare e di iniettare all’interno della cellula l’RNA genomico virale.

Il Virus legandosi non permette all’enzima di svolgere le sue funzioni e una volta penetrato nelle cellule dei polmoni si replica per infettare le cellule vicine.

La proteina Spike funge da “piede di porco” delle cellule polmonari ed è anche la parte del virus con cui il nostro sistema immunitario viene a contatto.

Il Vaccino a mRna fornisce al nostro organismo le istruzioni per costruire la proteina Spike ed é incapsulato in “bollicine lipidiche” per ridurre sensibilmente la decomposizione del mRna. Una volta prodotta la molecola Spike entra in contatto con il sistema immunitario e lo stimola a produrre anticorpi specifici per il Covid-19.

La vaccinazione inoltre attiva anche le cellule T che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni al virus SARS-CoV-2: se in futuro la persona vaccinata dovesse entrare in contatto con il virus, il suo sistema immunitario ne avrà memoria, lo riconoscerà e si attiverà per combatterlo, bloccando le proteine Spike e impedendone l’ingresso all’interno delle cellule.

Viene somministrato in due dosi, solitamente con iniezione nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

Questo vaccino deve essere conservato a -70 gradi ma una volta arrivati al centro vaccinale ci sono tre opzioni di conservazione.

  1. Un supercongelatore che mantiene la temperatura di -70° in modo da poterlo conservare per 6 mesi.
  2. Utilizzare gli shipper, contenitori termici con i quali arrivano i vaccini, riempiendoli di ghiaccio secco ogni 5 giorni, questa opzione permette al vaccino di essere conservato per 30 giorni.
  3. Il vaccino è conservabile in frigorifero tra 2-8 °C per 5 giorni.

Vaccino a DNA

Nei primi giorni di Dicembre 2020 il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) ha avviato una revisione continua del vaccino contro il Covid-19 di Janssen-Cilag, azienda del gruppo Johnson & Johnson. Il vaccino dal nome Ad26 COV2 è un vaccino a DNA a monofilamento.


Questa tecnologia è stata precedentemente sviluppata per l’Ebola di cui pochi mesi addietro è stata rilasciata l’autorizzazione da parte dell’ EMA.

Il vaccino Janssen sfrutta un vettore virale per suscitare la risposta immunitaria dell’organismo. In poche parole gli scienziati hanno utilizzato un altro virus, reso innocuo, e vi hanno inserito un gene che codifica per una componente specifica del coronavirus Sars-Cov-2.

I risultati degli studi di fase 1 e 2 mostrano che il 90% degli 805 volontari fra i 18 e i 55 anni ha sviluppato anticorpi 29 giorni dopo la dose, una percentuale salita al 100% dopo 57 giorni. Entro il mese di Gennaio dovrebbero essere noti i risultati della fase 3 svolta su 45 mila individui.

Questo vaccino presenta dei vantaggi rispetto ai vaccini a mRNA, infatti ha una maggiore stabilità e non necessità di temperature estreme di conservazione. Infatti il vaccino può essere conservato in frigo alla temperatura tra 2-8°C per tre mesi.

Inoltre a differenza dei vaccini a mRNA non necessità dose di richiamo.

Cosa contengono i vaccini anti-covid.

Sono noti solo i componenti dei due vaccini già autorizzati. Appena saranno approvati saranno pubblicati anche quelli di Astrazeneca e Janssen.

Il contenuto del vaccino Pfizer-Biontech è descritto nell’allegato 1 presentato all’EMA.

Ogni dose (0,3 mL) contiene 30 microgrammi di vaccino a mRNA anti-COVID-19 (inserito in nanoparticelle lipidiche).

RNA messaggero (mRNA) a singola elica con capping in 5’, prodotto mediante trascrizione in vitro senza l’ausilio di cellule (cell-free) dai corrispondenti DNA stampo, che codifica per la proteina virale spike (S) di SARS-CoV-2.

Inoltre contiene come eccipienti:

  • ((4-idrossibutil)azanediil)bis(esano-6,1-diil)bis(2-esildecanoato) (ALC-0315)
  • 2-[(polietilenglicole)-2000]-N,N-ditetradecilacetammide (ALC-0159)
  • 1,2-distearoil-sn-glicero-3-fosfocolina (DSPC)
  • Colesterolo
  • Potassio cloruro
  • Potassio diidrogeno fosfato
  • Sodio cloruro
  • Fosfato disodico diidrato
  • Saccarosio
  • Acqua per preparazioni iniettabili

ALC-0315 e ALC-0159 sono lipidi sintetici mentre il DSPC è un fosfolipide tutti e tre contribuiscono a formare le vescicole che veicolano il vaccino.

Potassio cloruro, Potassio diidrogeno fosfato, Sodio cloruro e Fosfato disodico diidrato compongono un sistema tampone per mantenere costante il pH della soluzione e per rendere la soluzione isotonica.

Il vaccino di Moderna invece contiene come elencato nell’analogo documento presentato anche da Pfizer-Biontech.

Una dose (0.5 mL) contiene 100 microgrammi di RNA messaggero (mRNA) incorporato nanoparticelle lipidiche SM-102.

Gli altri eccipienti sono:

  • Lipid SM-102
  • 1,2-Dimyristoyl-rac-glycero-3-methoxypolyethylene glycol-2000 (PEG2000 DMG)
  • 1,2-distearoil-sn-glicero-3-fosfocolina (DSPC)
  • Colesterolo
  • Trometanolo
  • Trometanolo idrocloridrato
  • Acido acetico
  • Sodio acetato triidrato
  • Saccarosio
  • Acqua per preparazioni iniettabili

Il Lipid SM-102, il DMG-PEG 2000 e il DSPC sono utilizzati nella preparazione di nanoparticelle lipidiche per microRNA e hanno poca interferenza con il rilascio del RNA.

Mentre il Trometanolo è uno stabilizzante della soluzione dell’equilibrio elettrolitico.

Acido acetico e sodio acetato triidrato compongono un sistema tampone per mantenere costante il pH della soluzione e per rendere la soluzione isotonica.

Perchè sono sicuri i vaccini anti-covid?

Vi sono diversi studi clinici che attestano la sicurezza dei vaccini anti-Covid.

La valutazione dell’EMA si è basata principalmente sui dati raccolti nell’ambito di un trial clinico internazionale pubblicati il 10 dicembre 2020 sul New England Journal of Medicine. Obiettivo principale dello studio è stato valutare sicurezza ed efficacia del vaccino BNT162b2 contro la malattia sintomatica COVID-19 confermata in laboratorio: al trial, randomizzato e in doppio cieco, hanno partecipato 43.448 persone dai 16 anni in su, suddivise in due gruppi: 21.720 hanno ricevuto il vaccino (30 μg per dose) e 21.728 il placebo, in due dosi somministrate per via intramuscolare a distanza di 21 giorni l’una dall’altra.

Il 30 dicembre 2020 sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine i dati sulla sicurezza ed efficacia del vaccino mRNA-1273, prodotto da Moderna.

L’effetto indesiderato più comune riportato da chi ha ricevuto il vaccino è stato un dolore lieve-moderato a livello del sito di iniezione, che comunque si è risolto in pochi giorni.

A livello sistemico, gli effetti indesiderati più comuni sono stati stanchezza e mal di testa in quasi il 50% degli individui testati, per quanto gli stessi sintomi siano stati riportati anche da una quota significativa di chi ha ricevuto il placebo (tra il 23-24%).

Per quanto riguarda gli effetti avversi gravi, lo 0,3% di coloro che hanno ricevuto il vaccino hanno riportato una linfoadenopatia probabilmente come conseguenza di una robusta risposta immunitaria, che si è comunque risolta entro 10 giorni.

Il vaccino Moderna si è dimostrato efficace anche contro le varianti Inglese e Sudafricana.

Il vaccino, sia a mRNA che quello a DNA, forniscono solo una proteina del virus e non il virus nella sua totalità dunque non possono provocare infezione da Covid-19 nella persona vaccinata.

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